Conosciamoci

Nicola Gallini della Carrozzeria Condor

Può farci una breve presentazione della sua attività?
L’impresa nasce nel 1980 dalla volontà di mio padre d’avere un’attività propria alla quale potersi dedicare. L’azienda riesce a svilupparsi in un ambito di nicchia quale quello delle costruzioni di cabine di guida per operatore e cofanature per escavatori, mezzi agricoli e mezzi d’opera. Dal 2005, a seguito di un riassetto societario, subentro con mio fratello per dar continuità alla conduzione famigliare che ci ha sempre contraddistinti. Negli ultimi anni grazie all’uso di programmi per grafica 3D abbiamo sviluppato maggiormente la fase di progettazione e di cura estetica sviluppando prodotti per altri mercati quali quello del riciclaggio e quello ferroviario.

Come ha conosciuto CNA e attraverso quali servizi o consulenze l’associazione è stata al suo fianco?
Nel 1979, un anno prima dalla fondazione della Carrozzeria Condor, mio padre entra in contatto con il mondo CNA, attraverso la conoscenza personale del presidente in carica di quegli anni, in cerca di affiancamento nell’avvio dell’attività. Nel 2002 iniziamo a utilizzare i servizi paghe e contabilità e solo più recentemente, nel 2005, cominciano i miei primi contatti personali con il sistema CNA, di recente per esempio con la richiesta di consulenze riguardanti bandi per contributi e corsi di formazione per titolari e collaboratori.

Cosa significa far parte di un’Associazione come la CNA? Quanto contano, secondo lei, il confronto e la partecipazione attiva tra associazione e suoi associati?
Il sistema CNA, come il mondo delle PMI manifatturiere, è di fronte ad un momento epocale che prevede un cambio strutturale e di visione, quindi - come mai prima d’ora - risulta importante e fondamentale la partecipazione attiva degli imprenditori alla vita associativa per contribuire a definire gli indirizzi dell’azione di rappresentanza a tutela degli interessi dell’artigianato italiano.

Quali sono gli obiettivi pianificabili e le azioni da mettere in atto da parte di CNA per poter recepire le istanze urgenti delle imprese in questo difficile contesto?
Credo sia importante favorire momenti di formazione ed informazione stimolando, nel contempo, occasioni di dialogo e confronto tra gli imprenditori, che portino alla realizzazione di progetti e iniziative concrete di sviluppo e miglioramento per gli associati. Infine trovo che sia fondamentale, per poter dare un futuro a questo Paese, creare percorsi e programmi che diffondano la cultura d’impresa nei giovani per favorirne l’ingresso nel mondo dell’imprenditoria, favorendo il ricambio generazionale, importante stimolo per lo sviluppo economico del Paese.

Guardare al futuro con fiducia, in questo momento è particolarmente difficile perché la crisi è ancora tra noi. Può sembrare una scommessa, lei quanto ci crede?
L’interminabile crisi recessiva, prima a livello economico localizzato ed ora diffusa in modo virale su tutto il sistema produttivo globale, ha scoperto le croniche problematiche della nostra Nazione, quali una domanda interna pressoché nulla, una macchina amministrativa elefantiaca ed una eccessiva pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa. Il crederci ancora è proprio l’imprescindibile sfida quotidiana di questi tempi. Non è semplice aprire i cancelli della propria azienda e spesso dover lottare con chi “rema contro”, per questo l’impegno non è più delegabile, deve essere affrontato in prima persona e su due fronti: un impegno interno all’azienda che punti su elementi quali qualità, flessibilità e innovazione tecnologica ed un secondo impegno esterno che proprio attraverso CNA, creando massa critica, spinga per rendere più efficiente e giusta la Pubblica Amministrazione. Solo così possiamo sperare di riattivare la crescita e conseguentemente in prospettive di ripresa.

Grazie Nicola e buon lavoro!